‘Tradurre il Buio’ (Translating Darkness) – 4 May 2022

Wednesday, May 4th

‘Tradurre il Buio’ (Translating Darkness)

Speakers

Marta Arnaldi, Università di Oxford
Valerio Grutt, Poeta

‘in questo buio c’è già / tutta la gioia che ti appartiene’

Le parole della poesia, così come le parole della guarigione, sono parole straniere.

In questo episodio speciale di Translating Illness, Valerio Grutt e Marta Arnaldi esplorano gli spazi bui e senza pareti in cui ci perdiamo, confondiamo e ammaliamo. Perché a un certo punto non si può guarire? Possono la poesia e la traduzione indicare un modo per accettare la morte, nominandola? Cosa ha a che fare la medicina con la comunicazione, con le comunicazioni?

Translating Illness, ‘Tradurre la malattia’, è un progetto di ricerca interdisciplinare che ha base all’Università di Oxford. 

Fondato nel 2019, il progetto è finanziato dal Wellcome Institutional Strategic Support Fund e dall’OUP-Oxford John Fell Fund, ed è ospitato da The Queen’s College, St Anne’s College, e la Faculty of Medieval and Modern Languages all’Università di Oxford. 

Marta Arnaldi è la creatrice di questo progetto. 

Valerio Grutt, poeta, è nato a Napoli nel 1983. Ha pubblicato L’amuleto. Appunti sul potere di guarigione della poesia(AnimaMundi, 2021), Dammi tue notizie e un bacio a tutti (Interno Poesia, 2018), Una città chiamata le sei di mattina(Edizioni della Meridiana, 2009), Qualcuno dica buonanotte (Alla chiara fonte editore, 2013), Andiamo (Edizioni Pulcinoelefante, 2013), e Però qualcosa chiama – Poema del Cristo velato (Edizioni Alos, 2014). Il suo sito è http://www.valeriogrutt.it

Marta Arnaldi insegna e ricerca all’Università di Oxford. Dopo gli studi di letteratura e medicina, si specializza nel campo delle medical humanities per scrivere della, e alla, intersezione di arti e scienza. A Oxford, ha creato e dirige il progetto interdisciplinare Translating Illness. Ha pubblicato testi in prosa, di teatro, poesia e saggistica; una monografia in lingua inglese (The Diasporic Canon: American Anthologies of Contemporary Italian Poetry 1945–2015); e tre pluripremiate sillogi poetiche (ItacaMare storto e Intraducibile). 


[English version] – Auto-translated subtitles are available on YouTube

‘in this darkness is already / all the joy that belongs to you’

Poetry’s words are foreign words, just like the words that we use to cure and to heal. In this special episode of Translating Illness, Valerio Grutt and Marta Arnaldi explore the dark, walled spaces in which we get lost, confused, and ill. How is it that, at a certain point in our life, we cannot recover any longer? Can poetry and translation help us come to terms with death, by giving it a name? What does medicine have to do with communication(s)?

Translating Illness is an interdisciplinary research project based at the University of Oxford. Founded in 2019, the project is supported by a double grant from Wellcome Institutional Strategic Support Fund and OUP-Oxford John Fell Fund, and it is hosted by The Queen’s College, St Anne’s College, and the Faculty of Medieval and Modern Languages, University of Oxford. 

Marta Arnaldi is the creator of this project.  

Valerio Grutt (Naples, 1983) is an Italian poet. He published L’amuleto. Appunti sul potere di guarigione della poesia(AnimaMundi, 2021), Dammi tue notizie e un bacio a tutti (Interno Poesia, 2018), Una città chiamata le sei di mattina(Edizioni della Meridiana, 2009), Qualcuno dica buonanotte (Alla chiara fonte editore, 2013), Andiamo (Edizioni Pulcinoelefante, 2013), and Però qualcosa chiama – Poema del Cristo velato (Edizioni Alos, 2014). His personal website is http://www.valeriogrutt.it

Marta Arnaldi studied comparative literature and medicine at Turin, Pavia, and Oxford. She is currently the Stipendiary Lecturer in Italian at St Anne’s College and an Extraordinary Junior Research Fellow at The Queen’s College, University of Oxford. Arnaldi leads an international research programme called Translating IllnessShe is the prize-winning author of three poetry collections (ItacaMare storto and Intraducibile), and of a forthcoming monograph: The Diasporic Canon: American Anthologies of Contemporary Italian Poetry 1945–2015. She is also a trained ballet dancer (Royal Academy of Dance). 

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